In occasione dell’imminente ricorrenza del 25 Aprile, Festa della Liberazione, il Comune di Orsenigo ha organizzato martedì scorso 14 aprile in sala civica una serata di presentazione del libro di Lorenza Pleuteri e Vera Paggi, “E poi torno anch’io – La storia di cinque operai deportati a Mauthausen”.
Una suggestiva serata in cui la Pleuteri, scrittrice e giornalista di Orsenigo, in un sapiente dialogo con la prof.ssa Laura Bosisio ha ricostruito e spiegato un lavoro faticoso e significativo che sta dietro alle pagine dell’opera. Un lavoro di ricerca, recupero di documenti di archivio, verbali e foto, preziosissime, attraverso cui le autrici hanno riportato alla memoria la storia di cinque uomini travolti dalla ferocia della Seconda guerra mondiale, ma anche un racconto di donne, colleghe, mogli, figlie e nipoti che “tengono in vita” quella memoria.
Cesare Mori, Guido Cambi, Tommaso Ciullini, Carlo Lumini, Bruno Anichini, amici e tutti operai della Cartiera Cini di Firenze, fermata il 7 marzo 1944
dall’adesione allo sciopero generale proclamato per chiedere “pane e pace”, con milioni di italiani stanchi di guerra, come loro. Il giorno dopo vennero arrestati da uno “zelante” quanto pieno di sè commissario capo di pubblica sicurezza Franco Barone, portati al centro di raccolta nazista allestito alle Scuole Leopoldine del capoluogo toscano, deportati, internati a Mauthausen. Corredato da un documentario audio, questo libro racconta con linguaggio narrativo le brevi vite di quegli uomini morti tutti di fatica, di fame, stenti, privazioni, malattie non curate.
“Vai tranquilla a casa… E poi torno anch’io”, furono le ultime parole di Cesare Mori alla moglie Antonietta sui gradini delle Scuole Leopoldine, prima di essere caricato sul convoglio diretto al lager.

Il consigliere comunale delegato Fabio Chiavenna apre e chiude la serata di presentazione
” Scrivere questo libro e ridare un volto e una memoria a queste persone ha significato ridare loro una dignità, non parlando solo della morte e della tragicità del loro destino, in un contesto storico chiaramente drammatico e difficile, ma ricordando anche dettagli della loro vita, se pure così breve – ha commentato la Pleuteri – Devo dire tutto molto commovente, in modo particolare recuperare quelle foto…” Foto che ritraggono volti, momenti e immagini di cinque giovani vite strappate all’oblio del lager nazista.